Devotischeletri di Giulia Ceolin

 

Danza senza trama per solo sentire

La dimensione del rito manca completamente nel quotidiano scorrere del tempo odierno, o per lo meno manca la dimensione del rito collettivo, quello che amplifica la sua potenza in nome della condivisione con altri. 

Più approfondisco il mio rapporto con la danza, più ragiono con consapevolezza sulla decisione di esibirsi per un pubblico, più cresce il senso di responsabilità verso questo atto che considero sacro. Perché scelgo di mettere il mio corpo fisico e l'ancor più vulnerabile intreccio energetico in mostra, alla mercé di un osservante che per forza giudicherà il mio operato? Una volta l'unica risposta si esauriva forse nel bisogno di considerazione che aveva ancorato le sue origini nel profondo delle mie carenze affettive, ma ora non basta più. Appurato che l'andare (o mettere) in scena è, per me, un atto vitale ed irrinunciabile, mi sono chiesta come poterlo fare senza cadere nell'edonistico rischio di compiacere. Da qui la volontà di ricercare la dimensione rituale della messa in scena per donare a livello simbolico al pubblico, a me stessa, ai danzatori, ai luoghi la possibilità di giovare dell' atto creativo. 

Devotischeletri vuole essere sì un omaggio alla struttura del corpo che ci sostiene, ma anche una valorizzazione dei popolari "scheletri nascosti" che palesandosi in momenti assolutamente imprevedibili ci guidano nel percorso evolutivo scoprendo i punti deboli.

 

Ritengo inutile raccontare il perchè della scelta di alcuni colori o del posizionamento delle maschere in scena perchè è tutto studiato seguendo antiche regole naturali e il semplice seguire queste regole genera un certo effetto. La coreografia è molto scarna e minimale, non descrive, non racconta ma sfrutta movimenti basici della danza afro strutturati in modo crescente e di graduale coinvolgimento del corpo per lasciare che ogni volta la scena si colori di diverse sensazioni, frutto del momento contingente.

 

Coreografia: Giulia Ceolin
Danza: Eleonora Buratti, Ghizlane Harraze, Barbara Menietti, Gloria Santella
Musiche originali: Luca Boggio, Paolo Panizza, Giulia Ceolin
Costumi: Baobab Atelier
Oggetti di scena: Giulia Ceolin
Foto e grafica: Valentina Gonella
Video: Valentina Corrado
Produzione: Baobab Musiche e Danze d'Africa, Ivrea
 
 
 
 
 

Ivrea Jazz Festival

"Una cosa che capita una volta è un caso, la seconda si comincia a sperare che una strada sia possibile, la terza ci si rende conto che la strada è aperta e la scelta consapevole. Per il terzo anno di questa bella collaborazione tra MASSIMO Barbiero, Music Studio, Jazz Festival e le tre scuola di danza di Ivrea Accademia, Arabesque e Baobab è sicuramente l' anno della conferma. E proprio in virtù di questa voglia comune di lavorare ancora assieme per creare qualcosa di bello, sensibile,  condiviso, il progetto di quest' anno si trasforma in un vero e proprio spettacolo articolato in 3 quadri coreografici. Il tema comune? "Il desiderio" come suggerito dalle musiche del bellissimo ultimo lavoro solista di Massimo Barbitro "Mantis" sulle cui note la serata di danza prenderà vita.Il desiderio vissuto e codificato da tra coreografe diverse per provenienza ed esperienza sul campo e il desiderio interpretato nelle tre età della vita dagli allievi delle scuole.Da bambini, da ragazzi e da adulti le sfumature del desiderio sono molteplici, come molteplice è lo sguardo e l' approccio delle coreografe ognuna impegnata in tutti e tre i momenti proposti. La ricchezza di una tale serata impone una riflessione sul valore del concetto di integrazione, non più solo assieme,ma mescolati, interscambiati, compenetrati, impegnati tutti nella creazione di una trama più ricca perché più colorata e sfumata, frutto di un'unione di intenti."

 

ACCADEMIA DANZA E SPETTACOLO DI IVREA (coreografie Cristina Ruberto)

Cecilia Boldrin, Alice Mistretta, Alina Mistretta, Valentina Papaccio, Sara Ugorese, Ilaria Vitale

 

BAOBAB (coreografie Giulia Ceolin)

Eleonora Buratti, Andrea Callea, Silvia Giolitto, Ghizlane Harraze, Barbara Menietti

 

ARABESQUE (coreografie Francesca Galardi)

Giulia Bedin, Beatrice Benetazzo, Sara Celeste, Claudia Rotella

 

 

 

Baobab Soirée

Ogni anno Baobab Musiche e Danze d'Africa rinnova il suo invito a teatro per una serata dedicata alla danza afro e afro contemporanea.
Compito della scuola non è solo trasmettere tecnica e passione negli allievi, ma anche ispirarli costantemente attraverso la conoscenza di compagnie, spettacoli, progetti nati nell'ambito dello studio dei vari stili di afro. Per questo la decisione di proporre una serata ogni anno dedicata ai progetti artistici più specifici e alle compagnie semi e professionali.

In Italia non sono molte le realtà che ricercano nel campo della musica e la danza afro, noi cerchiamo ogni volta di proporre al pubblico canavesano alcune di queste, per condividere il lavoro di artisti impegnati nella ricerca e soprattutto creare un momento di aggregazione e ascolto.

 

4° Baobab Soirée 13 maggio 2017

"Alberi inquieti: offesa e catarsi. Piogge Sbagliate" fine laboratorio coreografico Danze estreme Open di Katina Genero
"Sirene" Progetto vincitore del bando "Giovani coreografi di danza Afro-contemporanea" di e con Federica Loredan
"Devoti scheletri" Coreografia di Giulia Ceolin

 

3°Baobab Soirée 14 maggio 2016

"La femminilità nella danza afro" di Sellou Nadege
"L'amour de toi me fait danser" di Katina Genero
"Imagina" della compagnia"Latin Café" di Katina Genero

 

Baobab soirée 2016 - Laboratorio coreografico "Danze Estreme" 2015/16 di Katina Genero

 

 

 

2°_Baobab Soirée maggio 2015

"LES BIJOUX" Un progetto coreografico di Gerard Diby e Giulia Ceolin
"TILT" Spettacolo della compagnia Sowilo di Simona Brunelli

 

1°_Baobab Soirée maggio 2014

"OUSSILYE" di Giulia Ceolin

In occasione dei 20 anni di afro ad Ivrea uno spettacolo che unisce le Voix qui Dancent,i musicisti e le danzatrici del Baobab

 

 

Ex Voto

 

Nasce da un reale voto fatto ad una persona cara l'urgenza di creare “EX – VOTO” , umile atto psicomagico per affrontare una delle paure più grandi: la morte. Se da piccoli tutto appare semplice e chiaro, crescendo le cose si complicano, i legami ci legano e la vita ci stringe a se con una forza costante. “EX – VOTO” è il primo tentativo di allentare questa presa in virtù di una maggiore consapevolezza, la ricerca della leggerezza interiore, del capogiro piacevole che ridimensiona il superfluo e ritrova all'indispensabile lo spazio necessario. Un momento di ricerca personale sul movimento, le motivazioni profonde e la calma necessaria per rimanere più sereni. 

 

Un Progetto di e con Giulia Ceolin
Musiche originali a cura di Marco Bianchi
Costumi: Giulia Ceolin / Baobab Atelier
Scenografia: Nonna Luisa
Sguardo esterno: Francesca Cola
Foto: Valentina Gonella
Produzione: Baobab Musiche e Danze D'Africa / VOLVON

 

Oussylie

Donne di voce e donne di corpo, donne melodiche e donne materiche, donne che raccontano storie in canto, il più vecchio modo di narrare il mondo, e donne che le storie le danzano. Quindici donne sul palco per raccontare le emozioni di tre momenti fondamentali del percorso individuale: la nascita, la vita e la morte.
La nascita prevede una scelta, l'anima sceglie di venire al mondo e confrontarsi con la realtà materiale e dicotomica, non sa dove arriverà, dimenticherà tutto quello che conosce, ma il suo viaggio di ritorno inizia nel momento dell'arrivo.
Nella vita ci sono infiniti incontri che ne possono cambiare la direzione ed il significato, sta a noi scegliere cosa seguire e cosa lasciare.
Allo stato attuale delle cose la morte prelude in modo drammatico al cambio di forma, ma la morte è solo un cambio di forma.
Nasce dall'unione di Baobab Musiche e Danze d'Africa e Voix Qui Dansent, due gruppi nati ad Ivrea che si occupano di danza, musica e canto africano, lo spettacolo che celebra il ventennale di questa disciplina sul territorio eporediese. Finalmente gli appassionati interpreti di questa espressione artistica si raccolgono in un unico progetto per festeggiare vent'anni di lavoro e passione e per ringraziare tutti coloro che, dal 1994, continuano a rispondere con grande partecipazione ed entusiasmo.

Regia/Coreografia: Giulia Ceolin/VOLVON
Danza: Elena Lanzetti, Barbara Menietti, Elisa Parla, Monica Pirrone, Ilaria Quaglia, Gloria Santella
Musicisti: Fabio Brundu, Domenico Di Nuzzo, Paolo Panizza (direzione musicale).

Voce: Voix Qui Dansent
Costumi: Cose di Stoffa di Paola Borghi, Baobab Atelier
Suono: Klaudio Service
Luci: Luca Guerrini, Giulia Ceolin
Poster Layout: Marco Castagnetto
Make Up: Alter Ego di Luciana Trimarchi
Hair Style: Forbici e Follia di Erika Ricci
Produzione: Baobab, Voix Qui Dansent, VOLVON
Video promo: Gabriele Ottino

 

La luce e la carne

Lalucelacarne è un viaggio che passa attraverso suoni e corpi. Tre musicisti e sette danzatrici esplorano le possibilità espressive di un lungo movimento sonoro attraverso la reciproca influenza tra luci e ombre, tra il tempo e il suo opposto, l'immobilità.

Un libero flusso di beat elettronici sincopati, rumorismi, chitarre atonali, bassi profondi, voci astratte e surreali, fa da sfondo alla danza/ricerca messa in scena, mentre tra la luce del pensiero e la carne dell'essere umano prende forma un irrisolvibile conflitto.

Lalucelacarne nasce da un'idea di 3eem, progetto musicale attivo da un decennio in ambito elettronico e sperimentale, in collaborazione con la danzatrice e coreografa Giulia Ceolin, della scuola di danza Baobab di Ivrea (TO), e Marco Jacopo Bianchi, musicista di Drink To Me.


Succo D`arancia

Progetto realizzato in occasione del Carnevale di Ivrea per lo spettacolo in onore della Mugnaia. - 2013